| _elisa laraia______ | ![]() |
| biografia |
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nasce
a Potenza il 15 ottobre 1973
Diplomata in scenografia presso l'Accademia di Belle Arti di
Bologna con una tesi su "La morte dello scambio d'identità nell'arte".
Iscritta al 4 anno della Facoltà di Giurisprudenza presso l'Università di Bologna. Borsa di studio Erasmus presso la Wimbledon school of Art, Londra LE OPERE: "BACON" "CONTAMINAZIONE" "VAGONE 2000" IL questo lavoro ho inteso creare in un vagone fermo nella Stazione di Bologna una realtà spazio temporale parallela a quella reale, sostituendo alla normale visione panoramica fruibile dai finestrini del vagone stesso un'immagine scattata dalla TourEiffel, sempre la stessa immagine collocata all'esterno di tutti i finestrini. All'inteno del vagone erano presenti due tipi di oggetti, un a serie di cinque vassoi che supportavano bicchieri di cristallo ricolmi di vino rosso, ed una serie di scacchiere frutto dell'intervento di contaminazione effettuato da Andrea Melloni. Sulla parete in vetro che divide in due il vagone è stato proiettato un video della durata di 4 minuti oggetto del quale era la recitazione di un mio scritto tradotto in sanscrito… {26 digiprint 1,10x1,30cm; oggetti ready-made; video proiezione in loop} "A LOT OF CONFUSION" "ALDINA GIULIA GRADISCA" Tre scatti fotografici scandiscono l'andamento ritmico di Amarcord: il primo ritrae Aldina, adolescente ingenua; il secondo spezza il ritmo filmico celebrando una realtà diversa fortemente caratterizzata dai suoi usi e costumi (le concubine ospiti del Grand Hotel) e la terza descrive Gradisca, prostituta riminese nell'improbabile festa del suo matrimonio. Il trittico fotografico che propongo reinterpreta Aldina e Gradisca inframmezzate dal mio esplicito omaggio a Fellini l'interpretazione della donna quarantenne bella e fiduciosa, la sua visione della morte "morte che vede tutto. La morte è molto viva"Giulia. L'esplorazione dell'universo femminile centro della mia ricerca non poteva prescindere dalla reinterpretazione della visionarietà felliniana. 3 stampe digitali su back light 185x125 cm. montate su supporti pubblicitari in alluminio; 3 aiuole per una estensione complessiva di 150 mq, ognuna posta nello spazio retrostante le foto ne riproducevano l' immagine corrispondente, grazie ad una vasta gamma di piante di diverse specie. "THE SWEETIE MAKE UP HOUR" La pratica del trucco è l'oggetto della video istallazione che reinterpreta uno dei fotogramma di un film della Jane Champion regista australiana, sapiente indagatrice di identità femminili ,che in questo lungometraggio esplora la conflittualità devastante di due sorelle, l'una Sweetie muore nel gioco del suo manifesto delirio, ed è lei che reinterpreto al momento della sua morte, momento rievocato dal light box posto al margine della porta di plexiglas che assolve la funzione di schermo, dal bagno si affaccia la proiezione ,convenzionale luogo per il momento del trucco che in questo caso non è coadiuvato dallo strumento più "dolce", rivelatore di bellezza, lo specchio. Video proiezione 60min. in loop "MEMORY OF EVIDENCE" L'idea che intendo realizzare è quella di dare rilevanza alla memoria dandole la veste di segno indelebile condizionante, così che diventi memoria manifesta, dalla quale non può prescindere né il soggetto che la vive, né il fruitore che ne è testimone. "memory of evidence I" stampa lambda su metacrilato 1,37x92cm Testo audio installazione: Cerco di ricordare ma la memoria è congelata…Cerco di ricordare ma la memoria è bianca…Come sarebbe la mia memoria se tutti potessero vederla…Ieri ho aggredito mia sorella questo mi hanno detto al risveglio… |
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the sweetie make up hour | memory of evidence |
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