| _l'ospite illustre______ | ![]() |
| gillian wearing |
| nata a Birmingam (Gran
Bretagna) nel 1963. Vive e lavora a Londra. Il suo lavoro si muove in campo antropologico, nel senso, spiegato dall'artista stessa, di far sì che oggetto delle sue opere sia la vox populi, cioè l'inaspettata voce di chi viene investito da una domanda e che darà la sua individuale risposta, tutto questo ovviamente mediato dalla presenza rassicurante dell'artista, già definita buona ascoltatrice, donnartista che riesce ad infondere la fiducia nell'arte. I mezzi usati dalla Wearing sono il video e la fotografia, interessante è l'uso che l'artista ne fa, riuscendo a privare il suo lavoro dei dictat del mezzo televisivo, il suo lavoro risulta quindi privo dell'idea di palco, di scenario fabbricato, della classica ricontestualizzazione forzata. Dice la Wearing che la location non viene mai prima della gente, è questo criterio valutativo che imprime ai suoi set l'idea di semplicità. Nel lavoro CONFESS ALL ON VIDEO. DON'T WORRY YOU WILL BE IN DISGUISE. INTRIGUED? CALL GILLIAN (Confessa tutto in video. Non preoccuparti, sarai mascherato. Incuriosito? Chiama Gillian) L'affermazione "non preoccuparti, sarai mascherato" é un filtro indispensabile per l'artista che solo grazie alla maschera potrà raccogliere scabrose confessioni regalate "serenamente". In SIGNS THAT SAY WHAT YOU WANT THEM TO SAY AND NOT SIGNS THAT SAY WHAT SOMEONE ELSE WHANTS YOU TO SAY (Cartelli che dicono quello che tu vuoi che dicano e non cartelli che dicono quello qualcun altro vuole che tu dica) l'artista riesce a mettere la gente nella condizione di porre in discussione la propria etica e la propria morale, questo perché non c'è sfondo morale forte a cui aggrapparsi all'interno di un lavoro così strutturato. In SACHA AND MUM viene indagato il ciclo fisico delle emozioni familiari. Molto coreografico, con vere attrici e le parti video e audio montate in loop, ci fa ascoltare il registro equalizzato dei toni gutturali quasi animaleschi dell'emozione; la Wearing esplora il sottilissimo limite tra amore e odio, cura e oppressione, protezione e controllo. Gillian Wearing nel suo lavoro di esplorazione e documentazione di pensieri, di sogni e di desideri della gente comune, dà uno spazio privilegiato a personaggi femminili, e alle loro dinamiche di relazioni sociali, come in DANCING IN PECKHAM (1994) e in HOMAGE TO THE WOMAN WITH THE BANDAGE FACE I SAW YESTERDAY DOWN WALWORTH ROAD (1995), dove l’artista sperimenta su di sé il peso dello sguardo altrui davanti a situazioni o comportamenti fuori dalla norma. (Flash Art 1998 n° 212 intervista di Gianmarco Del Re, testo critico di John Slyce); (Sweetie, catalogo della mostra tenuta presso l'Accademia Britannica di Roma 1999, curata da C. Perrella) |
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calendario: mostre personali ** mostre collettive * |
dancing in peckham (1994) homage to the woman with the bandage face i saw yesterday down walworth road (1995) sacha and mun (1996) |
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